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lequebecfume
01-22-2010, 05:02 AM
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Cure palliative: emendamenti per la cannabis terapeutica

21 GENNAIO 2010




È arrivato in aula al Senato il disegno di legge sulle cure palliative, licenziato ieri dalla commissione Sanit* del Senato con alcune modifiche rispetto al testo gi* approvato dalla Camera. «Un testo giunto gi* valido dalla Camera- ha sommentato il senatore del Pdl Stefano De Lillo - e che, dopo il lavoro in commissione, agevola ulteriormente e regola ancor meglio quella rete di centri che la legge stessa istituisce a livello nazionale. Si procede, altresì, alla semplificazione dell'accesso alle terapie da parte delle famiglie del malato. Il tutto, al fine di conferire maggiore dignit* alla persona».

In aula sono stati presentati 50 emendamenti e 4 ordini del giorno. Fra gli emendamenti proposti la richiesta di inserimento dei derivati della cannabis, gi* usati anche in Italia per la cura di diverse malattie, nell'elenco delle sostanze terapeutiche. A chiederlo sono tre emendamenti presentati dai radicali del Pd, con la firma anche di esponenti del Pdl. Alcuni farmaci che contengono i principi attivi della cannabis sono gi* in uso in molti paesi nella terapia del dolore in una serie di malattie tra cui la Sla e i tumori in fase terminale. Nel nostro paese non è possibile produrli ma devono venire importati, con costi che arrivano a 500 euro per ogni ciclo di terapia, coperti dal Ssn solo in alcune regioni. In Italia si stima in alcune centinaia di migliaia il numero di pazienti che potrebbe averne bisogno. «Una situazione che spesso costringe i pazienti all'illegalit* - ha spiegato la senatrice radicale del Pd Donatella Poretti - quando da noi ci sono strutture come i laboratori farmaceutici militari che potrebbero produrli in maniera controllata».

Il provvedimento sulle cure palliative contiene anche nuove norme sulla somministrazione della morfina per uso terapeutico, riviste in senso più restrittivo rispetto al testo licenziato alla Camera. «In 30 anni l'Italia è stata sempre agli ultimi 3 posti in Europa nella somministrazione della morfina - ha spiegato il senatore del Pd Luigi Manconi - il problema maggiore è che c'è un gigantesco tabu che va a discapito del diritto dei pazienti a provare meno dolore».

«Sconfiggere il dolore - ha sottolineato la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli, capogruppo in commissione Sanit* a palazzo Madama - quando questo rischia di rubare la dignit*, ricevere aiuto e sostegno nella fase finale della vita, non essere abbandonati, avere accanto a sé la famiglia nel momento della morte, sono diritti umani e sociali, sono bisogni che una societ* moderna, attenta alle persone, dovrebbe soddisfare». Fondamentale, quindi, l'importanza di una ampia e convinta collaborazione tra maggioranza e opposizione sulle cure palliative su cui, ha detto «il nostro paese sconta un forte ritardo, sia per quanto riguarda la cura del dolore sia per le cure e il sostegno nel fine vita. Per questo l'approvazione di una legge che incide sulla vita delle persone e sul loro diritto di esseri umani é un grosso passo in avanti, che consente al nostro paese di allinearsi agli standard proposti a livello europeo per ciò che riguarda questo genere di cure». (N.Co.)
21 GENNAIO 2010


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/01/cure-palliative-ddl-emendamenti.shtml?uuid=f7a6e414-069f-11df-95a1-a27b81b5948d&DocRulesView=Libero

lequebecfume
01-28-2010, 09:12 AM
CANNABIS TERAPEUTICA. PORETTI: DA OGGI PUÒ PARTIRE UN FARMACO MADE IN ITALY

27 gennaio 2010

Dichiarazione della sen. Donatella Poretti, radicali-Pd, segretaria commissione Igiene e Sanit*

Grazie all’ordine del giorno -da me e dal sen. Marco Perduca proposto- accolto dal Governo (G202) potrebbe partire una produzione tutta italiana di un farmaco a base di cannabis.

Il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo, istituto pubblico autorizzato alla produzione di cannabis per scopi di ricerca, potrebbe inviare la materia prima -altrimenti destinata alla distruzione- allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Questa produzione tutta italiana porrebbe fine all’odissea cui sono sottoposti i pazienti costretti alla pratica dell’importazione burocraticamente complessa ed economicamente costosa di questa sostanza. Costosa per le poche Asl che la rimborsano e insostenibile per i pazienti che non possono permettersi trattamenti da 600 euro al mese.
La ragionevolezza delle argomentazioni dei senatori di maggioranza tra cui Saia, Longo, Fleres e Baldassarri hanno trovato la disponibilit* del ministro della Salute Fazio a fare proprio il nostro ordine del giorno.

Ci rallegriamo del fatto che grazie ad un approfondito dibattito parlamentare per la prima volta la cannabis terapeutica trova un riconoscimento istituzionale e un impegno concreto per la sua produzione!

A seguire la versione approvata dal Senato.
ODG G202
Il Senato,
premesso che:

i principi attivi dei cannabinoidi, sintetici o naturali, sono inseriti ufficialmente tra le sostanze dotate di efficacia terapeutica (tab II-B: il Delta-9-tetraidrocannabinolo, TBC; il Trans-delta-9tetraidrocannabinolo, denominato anche Dronabinol; il Nabilone);

i farmaci a base di cannabinoidi sono da anni impiegati nel mondo nel trattamento dei sintomi di diverse patologie (come per esempio la nausea e il vomito nei pazienti sottoposti a chemioterapia, sindromi dolorose neuropatiche, reumatiche, di origine tumorale e di altra natura, stati di stress post-traumatico, alcuni effetti delle terapie retrovirali nei pazienti affetti da BIV, etc.);

in Italia, pur essendo consentita la prescrizione di terapie che fanno uso di questi farmaci, il loro approvvigionamento da parte dei pazienti è possibile, nei termini previsti dalle leggi, esclusivamente grazie all’importazione dall’estero, attraverso le procedure previste dal decreto ministeriale 11 febbraio 1997 (Importazione di specialit* medicinali registrate all’estero);
nel nostro paese infatti, non esistono in commercio farmaci registrati a base di cannabinoidi, né sintetici né naturali, e non esistono produttori autorizzati di cannabis per scopi medici per mancanza di richieste di autorizzazione alla produzione da parte delle nostre industrie farmaceutiche e per mancanza di richieste di AIC (Autorizzazione all’immissione in commercio) da parte di industrie produttrici straniere;

l’importazione di tali farmaci per il paziente comporta un notevole aggravio di spesa rispetto al vero prezzo del farmaco, cui vanno aggiunti costi di centinaia di euro per ogni singola pratica d’importazione, che va ripetuta dopo due mesi, mentre solo poche Asl forniscono la terapia in regime di day hospital;
si tratta di una strada tortuosa, costosa e burocratica che tende i più a scoraggiarsi o in alcuni casi a indirizzarsi verso il mercato nero dello spaccio della cannabis da una parte, e dell’autoproduzione, reato passibile di condanna anche con reclusione fino a diversi anni, dall’altra;

considerato che:

la soluzione al problema di rendere sempre, immediatamente e a minor costo disponibili i preparati a base di cannabinoidi, potrebbe essere quella di produrre a livello nazionale questa sostanza per scopi medici;
a Rovigo è operativo il Centro di ricerca per le colture industriali, un istituto pubblico autorizzato che da anni è in grado di produrre chilogrammi di cannabis di diverso tipo e con varie combinazioni di cannabinoidi, materiali vegetali che devono essere periodicamente distrutti.
considerato anche che:

il prodotto vegetale, per essere fruibile dai pazienti, deve essere trasformato in preparazione medicinale e perciò deve essere lavorato da un laboratorio autorizzato, di tipo farmaceutico;

una struttura pubblica che ha la possibilit* di fare questa trasformazione è lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che tra le sue mission porta avanti le attivit* congiunte di ricerca e formazione, per la produzione anche di medicinali orfani;

lo Stabilimento, seppure tenuto a soddisfare prioritariamente le esigenze sanitarie delle Forze Armate, oltre ad essere autorizzato alla produzione di farmaci, può anche acquistare, impiegare e distribuire sostanze stupefacenti e psicotrope e loro preparazioni;

impegna il Governo a considerare l’opportunit* e la fattibilit*, previa valutazione congiunta del Ministero della salute e del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, di una produzione in Italia di medicinali a base di cannabis, tramite il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo e lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze.


http://www.radicali.it/view.php?id=152200